Tra Via Portuense e il Tevere, nel cuore dello storico mercato di Porta Portese, si estende un’area recintata e completamente dimenticata. È quella che i residenti chiamano da anni “il Parco che non c’è” cinquemila metri quadrati di terreno demaniale in attesa di una rinascita come parco pubblico.
Dietro un vecchio cancello lucchettato si intravede solo erba alta e vegetazione incolta. Eppure, per i cittadini del quartiere di Porta Portese, quell’area rappresenta molto più di un pezzo di terra abbandonato, è il simbolo di una battaglia collettiva per il diritto a spazi verdi e per un quartiere più vivibile.
Una promessa di riqualificazione ferma da anni
Già nel 2015, il Municipio XII di Roma aveva approvato una delibera per destinare l’area nelle vicinanze di Via Portuense 91 a verde pubblico e servizi collegati, prevedendo anche un collegamento con la pista ciclabile lungo l’argine del Tevere.
Un progetto interessante, capace di valorizzare una zona strategica del quartiere e di creare un nuovo polmone verde per i residenti.
Oggi però, dopo oltre dieci anni, tutto resta immobile come allora, cancelli chiusi, erbacce e nessun intervento visibile. L’area continua ad appartenere al demanio statale, e il via libera definitivo da parte di Roma Capitale non è ancora arrivato.

La voce dei cittadini: “Rivogliamo la nostra area verde”
Le associazioni di quartiere e i residenti di Porta Portese non si arrendono. Da anni chiedono la riapertura dell’area e la creazione del Parco di Porta Portese, un progetto per restituire al territorio uno spazio di socialità, natura e bellezza.
Tra le proposte più discusse ci sono:
- la realizzazione di un parco urbano attrezzato con aree gioco e percorsi pedonali
- l’integrazione con la rete ciclabile del Tevere, per favorire la mobilità sostenibile
- spazi per iniziative culturali e attività all’aperto
Il tutto in linea con la visione partecipata di una Porta Portese più attiva e vivibile, dove il mercato domenicale conviva con nuove funzioni urbane e comunitarie.
Perché il Parco di Porta Portese è importante per Roma
La creazione di quest’area verde non rappresenterebbe solo una conquista locale, ma un modello di recupero urbano sostenibile per tutta Roma. Riqualificare una zona abbandonata significa migliorare la qualità dell’aria, favorire l’incontro tra persone e valorizzare un patrimonio che oggi giace inutilizzato.
In un quartiere densamente popolato e attraversato da un flusso costante di persone e automobili, un parco di cinquemila metri quadrati sarebbe un vero respiro di natura. Un luogo dove bambini, famiglie e anziani possano incontrarsi, camminare, respirare e vivere un altro volto di Porta Portese: quello verde.

Cosa serve per sbloccare la situazione
Secondo quanto trapela dagli uffici municipali, Roma Capitale sta ancora valutando le modalità di intervento e la definizione dei fondi necessari alla riqualificazione. Tuttavia, senza un piano operativo concreto e una data certa, il progetto rischia di restare prigioniero della burocrazia.
I cittadini continuano a chiedere un passo avanti, promuovendo petizioni, incontri pubblici e campagne di sensibilizzazione sui social. Il messaggio è chiaro: “Ridateci il Parco di Porta Portese”.
Porta Portese merita il suo parco
Il Parco di Porta Portese potrebbe diventare un simbolo di rigenerazione urbana, un progetto capace di restituire al quartiere ciò che da troppo tempo gli è negato: uno spazio condiviso, sostenibile e vivo.
Nel 2026 resta solo l’erba alta dietro una recinzione, ma la speranza dei residenti continua a crescere.
Porta Portese è in evoluzione: dal sogno del parco verde al rinnovo totale del mercato, dalle iniziative culturali al decoro urbano. Unisciti alla community e iscriviti alla Newsletter.
